Culurgiones d’Ogliastra: un laboratorio tra mani in pasta e memoria collettiva
Il 4 luglio abbiamo celebrato una delle tradizioni più preziose dell’Ogliastra con un laboratorio speciale dedicato ai Culurgiones, ospitato nella nostra sede e realizzato con la collaborazione di Stefania Mighela e Imma Licheri, volto storico della nostra Associazione. Un pomeriggio di mani in pasta, storie condivise e gesti antichi che continuano a parlare al presente.
Una spiga che racconta la Grande Madre
Abbiamo esplorato insieme ai partecipanti la caratteristica forma a spiga dei culurgiones, il cui disciplinare IGP la lega a riti agricoli antichissimi diffusi tra i popoli del Mediterraneo in onore della Grande Madre, divinità a cui si attribuiva la protezione della fertilità dei campi e la nascita stessa del grano. Non è un caso che il fagottino, con il suo ripieno racchiuso e la sua chiusura a spiga, sembri quasi evocare una piccola maternità: un simbolo di protezione e buon auspicio che i sardi si tramandano da generazioni.

Dalle cucine familiari alle radici agropastorali
Il laboratorio è stato un viaggio che ci ha portati dalle cucine familiari alle radici della cultura agropastorale dell’isola, passando per curiosità, tradizioni e differenze tra un paese e l’altro dell’Ogliastra: ogni comunità, infatti, custodisce piccole varianti nel ripieno e nella lavorazione, pur mantenendo intatto il gesto che rende questo piatto riconoscibile in tutta la Sardegna.
La tecnica della “spighitta”
I partecipanti hanno potuto provare la chiusura a mano, scoprendo quanta tecnica, pazienza e memoria collettiva siano racchiuse in ogni fagottino: la cosiddetta “spighitta” richiede infatti dieci pieghe precise a formare la caratteristica cordonatura. Abbiamo raccontato anche il valore del riconoscimento IGP, ottenuto nel 2016, le caratteristiche che definiscono questo prodotto unico e l’importanza dell’Ogliastra come territorio di origine, l’unico che può fregiarsi della denominazione “Culurgionis d’Ogliastra”.
Un momento di comunità
Tra profumi, racconti e convivialità, il laboratorio è diventato un momento di comunità: un modo per custodire un sapere antico e, allo stesso tempo, farlo vivere attraverso nuove mani e nuove storie. Un grazie a chi ha partecipato e a chi continua a credere nella forza delle tradizioni condivise: i Culurgiones non sono solo un piatto, sono un patrimonio culturale che continua a unirci.

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