Pedrito di Giacomo Mameli con Beccaria e Fornero

Venerdì 23 gennaio, Giacomo Mameli è stato ospite dell’Associazione Gramsci assieme a Gian Luigi Beccaria ed Elsa Fornero. L’autore e giornalista, originario di Perdasdefogu, ha presentato il suo ultimo libro “Pedrito, lamette a Caracas, fiori a Orgosolo” edito da Il Maestrale (2025).

Il libro

Il romanzo corre su due binari intrecciati. Da una parte c’è Perdu Demontis, che nel 1958 emigra in Venezuela e diventa Pedrito, zapatero in fabbrica mentre il paese vive il paradosso del boom economico sotto una dittatura fatta di coprifuoco, arresti e paura. Dall’altra c’è la Sardegna del fratello rimasto a casa: il sequestro dell’ingegnere Davide Capra trascina la storia dentro un esito drammatico e in una scia di ombre tra banditismo, interessi e appalti.

Mameli alterna le due vicende con passo da narratore vero: tensione, dettagli di vita e un coro di voci che fa sentire quanto il mondo, già allora, avesse poche frontiere. Un libro che unisce storia e destino, senza perdere umanità.

La presentazione

Gli ospiti hanno offerto spunti di riflessione sui temi centrali del libro: l’emigrazione, l’identità, il senso di appartenenza e le sfide vissute da chi cerca un futuro migliore.

Il dibattito è iniziato con l’intervento del Prof. Gian Luigi Beccaria, linguista e glottologo, membro dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia delle Scienze. Beccaria ha apprezzato la scrittura di Mameli e il suo modo di raccontare dal basso.

Dopo un intermezzo musicale degli artisti argentini Lautaro Acosta e Gino Doroni, ha preso la parola la Prof. Elsa Fornero, docente ed economista, che ha rimarcato quanto sia immediata e d’impatto la scrittura di Mameli.

A questo punto, è intervenuto l’autore che ha raccontato la genesi del libro e ringraziato la comunità foghese, presente numerosa all’evento.

Nell’intervento conclusivo, il presidente Corona ha evidenziato come la scrittura di Mameli abbia un respiro locale e globale allo stesso tempo. Ha fatto, inoltre, notare che la radice delle lamette di Caracas sia lo stesso egoismo umano che muove i drammi di Palestina e Iran. Si è anche parlato di Venezuela in chiave attuale.

Per chiudere, Chiara Effe ha intonato “Non potho reposare” sulle note del violino di Lautaro Acosta.

Ma l’ospite speciale della serata è stato Pietro Vitzizzai, uno dei soci fondatori dell’Associazione Gramsci e grande amico di Mameli.

Un evento riuscito, che ha coinvolto tutti i presenti con una narrazione vicina a tutti i giovani isolani che cercano nuove opportunità lontano da casa.

 

 

 

 

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