Un ponte tra Piemonte e Sardegna: l’Associazione Gramsci e il GAS chentannos alla Fiera della Toma di Condove
Sabato 10 ottobre la mensa delle scuole elementari di Condove ha ospitato una serata speciale nell’ambito della Fiera della Toma, organizzata dall’Ente Parco Alpi Cozie con la collaborazione dell’Associazione Gramsci. Il titolo, «Baratuciat vs Nuragus», annunciava una vera e propria sfida di sapori tra le Alpi Cozie e il Sarcidano: un viaggio sensoriale alla scoperta di due territori, guidato da esperti, tra analogie e differenze nascoste tra calici e formaggi.
Baratuciat e Nuragus: i protagonisti nel calice
Una Fiera dedicata a un formaggio simbolo delle valli piemontesi è il luogo ideale per far dialogare tradizioni casearie e vitivinicole che, pur nate in territori lontani, condividono lo stesso modo di intendere il lavoro: lento, attento, legato alla terra e alle persone che la vivono.
Al centro della serata, due vitigni a bacca bianca: il Baratuciat, tipico delle valli alpine piemontesi, e il Nuragus, storico vitigno sardo. Accompagnati da formaggi del territorio, i vini sono stati assaggiati e messi a confronto, con la guida di esperti che ne hanno raccontato caratteristiche, origini e abbinamenti.
Il confronto ha mostrato come due terre molto diverse, una montana e alpina, l’altra isolana e mediterranea, riescano a esprimere, attraverso vitigni e formaggi, un carattere preciso e riconoscibile.
Dalle eccellenze sarde portate dal GAS a quelle piemontesi
Attraverso il nostro Gruppo d’Acquisto Solidale, il GAS chentannos, abbiamo portato in degustazione due realtà emblematiche della Sardegna.
Il Caseificio Silvio Boi, nel cuore dell’Ogliastra, custode di una tradizione casearia che si tramanda con cura e rispetto dei tempi. I suoi formaggi raccontano un territorio fatto di pascoli, di allevamento e di sapere artigianale.
La Cantina Alessandro Bocca, di Dorgali, espressione autentica dei vitigni della zona. I suoi vini, genuini e identitari, portano nel bicchiere il carattere di una terra che sa essere aspra e generosa allo stesso tempo.
Sono prodotti che conosciamo bene, perché fanno parte del nostro percorso di acquisto solidale: scegliere direttamente dal produttore, conoscere chi lavora e come lo fa, riconoscere il giusto valore a ogni passaggio della filiera.
Dall’altra parte del tavolo, il Parco Alpi Cozie ci ha fatto scoprire le straordinarie produzioni locali: i formaggi del territorio e i vini del Pinerolese. È stato un viaggio altrettanto affascinante, che ha mostrato quanta ricchezza si nasconda nelle valli e nelle colline a due passi da noi, spesso custodita da piccole aziende che meriterebbero di essere conosciute molto di più.
Il confronto tra le due tradizioni è stato il vero cuore della serata. I partecipanti hanno potuto assaggiare, confrontare e fare domande, scoprendo somiglianze e differenze: ogni territorio ha il suo carattere, ma ovunque dietro un prodotto di qualità c’è lo stesso impegno.

Perché esserci: il valore dei piccoli produttori e la storia dietro al prodotto
Per noi partecipare a questi appuntamenti è fondamentale, perché sono il cuore della nostra missione associativa. Significa essere concretamente vicini al territorio, alle aziende a conduzione familiare e ai piccoli produttori che, con passione e sacrificio, valorizzano ciò che la terra offre attraverso la cura dei vitigni e dell’allevamento.
Sono realtà che con il lavoro di ogni giorno preservano la biodiversità locale e mantengono vive le tradizioni enogastronomiche. Spesso trovano poco spazio nei canali della grande distribuzione, dove contano i grandi volumi più della storia di un prodotto. Per loro, eventi come questo sono momenti preziosi: un contatto diretto con le persone, senza intermediari, in cui il produttore, o chi ne porta la voce, può raccontarsi.
Un assaggio dura pochi secondi, ma dietro un pezzo di formaggio o un bicchiere di vino ci sono mesi di lavoro, dedizione, rispetto per l’ambiente e sapere artigianale. Ci sono le stagioni, le vendemmie, la cura degli animali, le mattine presto e le scelte difficili di chi decide di restare in un territorio e di custodirlo.
Le degustazioni come quella di Condove servono proprio a questo: offrono tempo e spazio per raccontare il lavoro che spesso resta invisibile e per ricordare che ciò che arriva in tavola è il risultato di una filiera fatta di persone, non solo di prodotti.
Filiera corta e solidale: una scelta quotidiana
Il filo che ha unito la serata è quello in cui crediamo come Associazione e come GAS: la filiera corta e solidale. Accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma significa garantire un giusto compenso a chi lavora, ridurre l’impatto ambientale e costruire relazioni di fiducia. Significa anche, come è accaduto a Condove, creare ponti tra territori diversi, dimostrando che il Piemonte e la Sardegna possono incontrarsi attorno allo stesso tavolo.
Ringraziamenti
Ringraziamo l’Ente Parco Alpi Cozie per l’organizzazione e per l’opportunità di confronto, e tutti coloro che hanno reso possibile la serata: la Regione Piemonte, le Aree Protette Alpi Cozie e il marchio «Formaggio tipico dei Parchi Alpi Cozie» per la collaborazione, l’A.E.O.P.C. di Giaveno per il sostegno e il Comune di Condove per il patrocinio. Grazie ai produttori che con la loro passione ci fanno scoprire ogni giorno il valore della filiera corta e solidale, e a tutte le persone che sono passate a trovarci e che continuano a scegliere la qualità.
Ci vediamo alla prossima occasione, con un calice in mano e tante storie da raccontare.
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